“Woman Work”: omaggio a Maya Angelou

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Woman Work

I’ve got the children to tend
The clothes to mend
The floor to mop
The food to shop
Then the chicken to fry
The baby to dry
I got company to feed
The garden to weed
I’ve got shirts to press
The tots to dress
The can to be cut
I gotta clean up this hut
Then see about the sick
And the cotton to pick.

Shine on me, sunshine
Rain on me, rain
Fall softly, dewdrops
And cool my brow again.

Storm, blow me from here
With your fiercest wind
Let me float across the sky
‘Til I can rest again.

Fall gently, snowflakes
Cover me with white
Cold icy kisses and
Let me rest tonight.

Sun, rain, curving sky
Mountain, oceans, leaf and stone
Star shine, moon glow
You’re all that I can call my own.

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Lavoro di Donna

(traduzione dall’inglese di Okram)

Io ho i bambini da accudire
I vestiti da rammendare
Il pavimento da lavare con lo straccio

Il cibo da comprare
Poi il pollo da friggere
Il bambino da asciugare
Io ho gli ospiti da nutrire
Il giardino da sarchiare
Io ho le camicie da stirare
I minuzzoli (bambini) da vestire
La scatola di latta da tagliare

Io devo fare pulizia in questo tugurio
Poi occuparmi dell’ammalato
E il cotone da raccogliere.

 

 

Splendi su di me, luce del sole
Piovi su di me, pioggia
Cadete dolcemente, gocce di rugiada
E raffreddate la mia fronte di nuovo. 

 

 

Tempesta, spingimi con un soffio via da qui
Con il tuo vento furiosissimo
Lasciami fluttuare per tutto il cielo
Finché possa riposare di nuovo.

 

 

Cadete delicatamente, fiocchi di neve
Copritemi con bianchi
Freddi ghiacciati baci e
Lasciatemi riposare stanotte.

 

 

Sole, pioggia, cielo ricurvo
Montagna, oceani, foglia e pietra
Luce delle stelle, ardore della luna
Voi siete tutto quello che io posso chiamare mio.

“Woman Work”: omaggio a Maya Angelouultima modifica: 2007-09-18T12:55:00+00:00da okram20
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3 pensieri su ““Woman Work”: omaggio a Maya Angelou

  1. Certo certo ma x me resta insuperabile il passo finale:

    Sun, rain, curving sky
    Mountain, oceans, leaf and stone
    Star shine, moon glow
    You’re all that I can call my own.

    Un lirismo intriso di natura, di dignitosa povertà, di capacità di resistenza e di panismo (forse retaggio dell’antica cultura africana di provenienza?) che io trovo semplicemente insuperabili!

    Grazie x gli incoraggiamenti amico esteban..alla prossima!

    Okram

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