“Papa’z Song” di 2Pac: un testo di denuncia della matrifocalità afro-americana

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Introduzione:

Milioni di bambini di tutto il mondo vengono allevati in gruppi domestici in cui è presente solo un genitore, il che può essere causato da divorzio o morte di uno dei due. Tuttavia, ciò può anche derivare dall’incapacità o dall’indisponibilità a sposarsi. La forma più comune di soluzione domestica non nucleare con un solo genitore è quella in cui la madre è presente ed il padre assente. Queste famiglie vengono chiamate “matrifocali”. Più o meno rapidamente, la madre accetta una serie di uomini come compagni, di solito uno alla volta ma, in qualche caso, pratica anche la poliandria. L’uomo e la donna normalmente coabitano per brevi periodi, ma negli anni possono esservi lunghi intervalli durante i quali la madre non ha un compagno convivente. In un caso estremo, ovvero di donne o molto ricche (e non è il nostro caso dal momento che tuttora la maggioranza degli afro-americani versa in uno stato di forte precarietà socio-economica) o molto povere, madre e figlio possono vivere da soli; all’estremo opposto, possono coabitare con le zie e la nonna materne e costituire un’ampia famiglia estesa in cui i maschi adulti svolgono ruoli temporanei di visitatori o amanti (da Marvin Harris, “Antropologia Culturale”, Zanichelli Editore, 1990: 137).

Valori e famiglia matrifocale: i “Flats”:

Una delle spiegazioni dello stato di povertà dei ghetti urbani [la spiegazione più diffusa della povertà fra la popolazione di colore si basa, ancora oggi, sull’affermazione di un’inferiorità razziale dei neri e questa teoria, del tutto infondata, a nostro avviso non dovrebbe neppure avere spazio] attira l’attenzione sul cosiddetto problema della mancanza del padre, ovvero sull’esistenza di famiglie “matrifocali”.

Le principali caratteristiche strutturali della matrifocalità sono le seguenti: l’unità domestica è formata da una madre e da figli che quest’ultima ha avuto da uomini diversi. E’ anche possibile che alcune delle sorelle adulte della donna e residenti nella stessa unità domestica, abbiano degli altri bambini. I padri danno solo temporaneamente un aiuto economico parziale. Gli uomini che, per limitati periodi di tempo, fanno parte dell’unità domestica sono, da un punto di vista etico (cioè esterno alla comunità studiata), «sposati» con le madri – ovvero, essi si comportano in tutto e per tutto come dei tipici mariti-padri. Tuttavia, da un punto di vista emico (cioè interno alla comunità studiata), il rapporto fra uomo e donna è diverso da quello che si realizza in un «vero matrimonio» e i bambini sono, da un punto di vista legale, degli «illegittimi» (Gonzales, 1970).

Nel 1965, basandosi su un rapporto di Daniel P. Moynihan, che in seguito è diventato sottosegretario per il lavoro degli Stati Uniti, la matrifocalità fu riconosciuta ufficialmente come la causa principale della perpetuazione di uno stato di povertà nella popolazione di colore americana. Secondo Moynihan, i giovani neri non sono correttamente motivati ad accettare i lavori di fatto disponibili a causa dell’assenza della figura paterna nella loro famiglia. Essi vengono allevati in case dove solo le donne svolgono attività lavorative regolari. I maschi adulti entrano ed escono da queste famiglie senza una regola e di conseguenza i giovani neri crescono senza il modello e il sostegno di una stabile figura maschile che svolga un lavoro sicuro e che garantisca benessere e protezione alla moglie ed ai figli. Moynihan sostiene che è la matrifocalità la vera causa non solo della povertà, ma anche della criminalità e dello spaccio e assunzione di droga.

Le spiegazioni della povertà che fanno appello alla trasmissione culturale di esperienze all’interno di nuclei familiari matrifocali non spiegano in effetti nulla, dal momento che il fenomeno della matrifocalità è in se stesso una risposta alla povertà.

Come tutte le soluzioni domestiche, la famiglia matrifocale degli Stati Uniti rappresenta un adattamento ad alcune condizioni il cui controllo sfugge ai suoi stessi membri. Le condizioni di base sono le seguenti: (1) sia uomini che donne non hanno accesso a risorse strategiche – cioè, non posseggono quasi nulla; (2) la paga ottenuta tramite un lavoro è disponibile sia per l’uomo che per la donna; (3) le donne guadagnano più o meno quanto gli uomini e (4) lo stipendio del marito-padre è insufficiente ad assicurare la sussistenza a una moglie e a dei figli che dipendono dall’uomo.

La politica ufficiale di assistenza sociale del governo degli Stati Uniti rafforza notevolmente la tendenza a formare famiglie matrifocali. Quelle che richiedono il sussidio economico sotto forma di assegni sociali di solito non possono far conto sulla presenza di «padri» in grado di svolgere un’attività lavorativa. Madri i cui mariti o padri dei figli non guadagnano abbastanza per mantenere la propria famiglia, possono richiedere l’assegnazione di sovvenzioni all’Assistenza alle Famiglie con Figli a Carico, dimostrando che i padri non risiedono con i figli. Una delle ragioni di questa pratica si basa sul fatto che gli istituti di assistenza sociale, sia nazionali che statali, considerano più economico per il governo erogare tali cifre che organizzare dei centri ben equipaggiati e gratuiti che possano occuparsi giornalmente dei bambini e che permettano alle madri povere di lavorare. Dal momento che i padri non possono risiedere nella stessa casa con i loro figli e richiedere allo stesso tempo il sostegno economico di cui si è parlato, la legge assegna alle donne indigenti un ulteriore aiuto in danaro la cui inevitabile conseguenza è che esse diventano l’elemento centrale della vita domestica, se non altro per tutto il tempo in cui gli uomini non sono in grado di guadagnare abbastanza e quindi di non aver più bisogno del sostegno economico dello stato. Dal momento che è la donna a beneficiare di tale erogazione, è lei che firma per l’affitto o per la compartecipazione in pubblici progetti edilizi e che controlla (ma non possiede) lo spazio abitato dalla famiglia.

Nella sua ricerca sui «Flats» [il termine, letteramente «appartamenti», è qui usato con valore di nome proprio, per indicare un ghetto nero, N.d.T.], un ghetto nero in una città della zona medio-occidentale del paese, Carol Stack (1974) fornisce una spiegazione delle strategie che le famiglie non abbienti mettono in pratica nel tentativo di avere il maggior sostegno economico possibile dall’assistenza sociale e quindi di conseguire il migliore stato di benessere realizzabile utilizzando la legge, già citata precedentemente, che concede un aiuto alle famiglie povere con bambini a carico; tutto ciò viene fatto per fronteggiare e integrare stipendi inadeguati, percepiti da maschi privi di specializzazione professionale. La famiglia nucleare non esiste assolutamente nei «Flats», dal momento che non ci sono le condizioni materiali necessarie che ne permettano la costituzione. In effetti, la gente che abita questa zona è organizzata in grandi gruppi di parenti e vicini il cui elemento centrale è una donna. I membri di queste strutture correlate hanno scambi economici reciproci, si occupano l’un l’altro dei bambini, forniscono alloggio ed aiuto a chi ne ha bisogno in modi molto diversi e assolutamente non caratteristici dei gruppi domestici appartenenti alla classe media.

Nei «Flats» l’elemento più importante, che influenza le relazioni interpersonali tra uomo e donna, è la disoccupazione e, con essa, la difficoltà che gli uomini incontrano nel trovare un lavoro sicuro: Perdere il proprio lavoro oppure essere costantemente disoccupati un mese dopo l’altro, mina l’importanza e l’indipendenza dei soggetti e fa sì che gli uomini debbano necessariamente abbandonare il loro compito di sostenere economicamente la propria famiglia. Di conseguenza, essi non sono più in grado di assumere quel ruolo maschile che viene codificato dalla società americana (Stack, 1974, p. 112).

Per ironia della sorte, come sottolinea l’antropologa in questione: I tentativi di una parte del sistema di assistenza sociale di permettere la formazione di famiglie nucleari sono efficacemente scoraggiati dalla stessa politica assistenziale. In effetti, quest’ultima incoraggia il mantenimento di nuclei domestici, in rapporto fra di loro ma basati sulla non residenza in comune e cooperanti l’uno con l’altro (ibidem, p. 127).

Una donna può trovarsi tagliata fuori dall’assistenza sociale non appena suo marito termina il servizio militare o esce di prigione, oppure se si sposa. Di conseguenza, «Le donne si rendono presto conto dei sia pur modesti vantaggi dell’assistenza sociale e capiscono che mantenere i rapporti con i parenti procura loro una maggiore sicurezza sia per la propria vita che per quella dei figli» (ibidem, p. 113).

 

Tratto da: Marvin Harris, “Antropologia Culturale”, Zanichelli Editore, 1990: 376-378.

L’infanzia di 2pac e la sua personale esperienza di matrifocalità:

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Tupac Amaru Shakur (New York, 16 giugno 1971 – Las Vegas, 13 settembre 1996) è stato un rapper, attore e produttore discografico afro-americano, tra i principali esponenti del gangsta rap. Artista hip pop/rap di grande successo, tanto da essere considerato uno dei pilastri del genere nonostante la prematura scomparsa, nella sua carriera ha utilizzato anche gli pseudonimi di 2Pac, Pac e Makaveli. Molte sue canzoni sono incentrate sulla vita difficile nel ghetto, sul razzismo e su problemi sociali in generale, ma anche sugli scontri con altri rapper, sull’abuso di alcol e droga e sulla violenza tra le gang di strada. Il suo vero nome era Lesane Parish Crooks. Nacque il 16 giugno 1971 a New York, nel Bronx, dal membro delle Black Panther Party (Pantere Nere) Afeni Shakur (nella foto a sinistra assieme al figlio Tupac). Afeni era in galera per aver messo una bomba mentre era incinta di Tupac, e rischiava una condanna a trenta anni; ma difendendosi da sola, senza avvocati, respinse le accuse e fu rilasciata un mese prima che Tupac nascesse. A sei anni Crooks riceverà il nome Tupac Amaru (Serpente lucente riconoscente a Dio), dal capo Inca Tupac Amaru II, che nel diciottesimo secolo guidò la resistenza contro gli spagnoli. Il cognome Shakur è lo stesso del suo patrigno, Mutulu Shakur, anche marito della madre Afeni. Riguardo alle sue origini, Shakur disse “I never knew where my father was or who my father was for sure” (“Non ho mai saputo con certezza dove fosse mio padre né chi fosse”), ma nel ’94 lo venne a sapere. Anche il suo padrino, Geronimo Pratt, era una Pantera Nera, e tra le più importanti. Il patrigno Mutulu Shakur fu condannato a 60 anni di carcere. Gran parte della crescita di Tupac ruotò attorno alla filosofia delle Pantere Nere. Vivendo in condizioni di povertà, Tupac, con la madre e la sorellastra, dovette frequentare ripari per barboni e posti vari per rimanere nella zona di New York. Di conseguenza, conservò poche amicizie e si dedicava piuttosto alla composizione di poesie e scriveva un diario per tenersi occupato. Il resto è storia nota…

“Papa’z song” (dall’Album: “Strictly 4 My N.I.G.G.A.Z.”, 1993; il singolo è stato released il 03/17/1994):

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scritta da Joe Samples (01/02/1939, Houston, Texas – ), visibile nella foto in basso  e 2pac; performata da 2Pac feat. Wycked 

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Daddy’s home…

[2Pac]
Heh, so??
You say that like that means somethin to me
You’ve been gone a mighty long motherfuckin time
for you to be comin home talkin that “daddy’s home” shit (nigga)
We been gettin along fine just without you
Me, my brother, and my mother
So if you don’t mind, you can step the FUCK off, POPS.. fuck you!

[2Pac]
Had to play catch by myself, what a sorry sight
A pitiful plight, so I pray for a starry night
Please send me a pops before puberty
the things I wouldn’t do to see a piece of family unity
Moms always work, I barely see her
I’m startin to get worried without a pops I’ll grow to be her
It’s a wonder they don’t understand kids today
so when I pray, I pray I’ll never grow to be that way
And I hope that he answers me
I heard God don’t like ugly well take a look at my family
A different father every weekend
Before we get to meet him they break up before the week ends
I’m gettin sick of all the friendships
As soon as we kick it he done split and the whole shit ends quick
How can I be a man if there’s no role model?
Strivin to save my soul I stay cold drinkin a forty bottle
I’m so sorry…

(Chorus)
I’m so sorry
for all this time (I’m so sorry)
for all this time
for all this time (don’t lie)
I’m so sorry
for all this time (so, sorry)
for all this time
for all this time, so sorry baby!

[Wycked]
Moms had to entertain many men
Didn’t wanna do it but it’s time to pay the rent again
I’m gettin a bit older and I’m startin to be a bother
Moms can’t stand me cause I’m lookin like my father
Should I stay or run away, tell me the answer
Moms ignores me and avoids me like cancer
Grow up rough and it’s hard to understand stuff
Moms was tough cause his poppa wasn’t man enough
Couldn’t stand up to his own responsibilities
Instead of takin care of me, he’d rather live lavishly
That’s why I’ll never be a father;
unless you got the time it’s a crime don’t even bother
(That’s when I started hatin the phony smiles
Said I was an only child)
Look at mama’s lonely smile
It’s hard for a son to see his mother cry
She only loves you, but has to fuck with these other guys
I’m so sorry…

(Chorus)
I’m so sorry
for all this time
for all this time
for all this time
I’m so sorry
for all this time
for all this time (so sorry)
for all this time, so sorry baby!

[2Pac]
Man child in the promised land couldn’t afford many heroes
Moms was the only one there my pops was a no-show
And ohh -I guess ya didn’t know
that I would grow to be so strong
Lookin kinda pale, was it the ale oh pops was wrong
Where was the money that you said, you would send me
talked on the phone and you sounded so friendly
Ask about school and my welfare
but it’s clear, you ain’t sincere hey who the hell cares
You think I’m blind but this time I see you comin, Jack
You grabbed your coat, left us broke, now ain’t no runnin back
Ask about my moms like you loved her from the start
Left her in the dark, she fell apart from a broken heart
So don’t even start with that “wanna be your father” shit
Don’t even bother with your dollars I don’t need it
I’ll bury moms like you left me all alone G
Now that that I finally found you, stay the Fuck away from me
You’re so sorry..

(Chorus)
I’m so sorry (so sorry)
for all this time (so, so sorry)
for all this time (I’m so so sorry)
for all this time (fuck that!)
I’m so sorry
for all this time (no)
for all this time (so sorry)
for all this time, so sorry baby!

[Tupac – impersonating his father]
I never meant to leave but I was wanted
Crossed too many people every house I’d touch was haunted
Had to watch the strangers every brother was in danger
If I was to keep you breathin, had to be out of range-a
Had to move, one to lost my name and pick the number
Made me watch my back I had no happy home to run to
Maybe it’s my fault for being a father livin fast
But livin slow, mean half the dough, and you won’t get no ass
Hindsight shows me it was wrong all along
I wanted to make some dough so you would grow to be so strong
It took a little longer than I thought
I slipped, got caught, and sent to jail by the courts
Now I’m doin time and I wish you’d understand
all I ever wanted was for you to be a man
and grow to be the type you was meant to be
Keep the war fightin by the writings that you sent to me
I’m so sorry…

(Chorus w/ variations til end)

“La canzone del Papà”:

(traduzione italiana dal sito http://www.2paclegend.it/Papaita.html)

Papi è a casa…

[2Pac]
Hey, quindi??
Lo dici come se significasse qualcosa per me
Sei stato via per tantissimo cazzo di tempo

Perché torni a casa dicendo quella stronzata “papi è a casa” (negro)
Ce la siamo cavata benissimo senza di te

Io, mio fratello, e mia madre
Quindi se non ti dispiace, puoi uscire dal cazzo, papà… fottiti!

[2Pac]
Ho dovuto giocare tranelli da solo, che vista spiacevole
Una situazione pietosa, quindi prego per una notte stellata
Per favore mandami un papà prima della pubertà
Cosa non farei per vedere un pezzo di unità familiare
Mamma lavora sempre, la vedo appena
Comincio ad aver paura che senza un papà crescerò per essere suo
E’ una sorpresa che non capiscano i ragazzini oggi
Quindi quando prego, prego di non crescere mai per diventare così
E spero che mi risponda
Ho sentito che a Dio non piace il brutto bè, dai uno sguardo alla mia famiglia
Un padre diverso ogni fine settimana
Prima che lo incontriamo rompono prima che la settimana finisca
Mi sto stufando di tutte le amicizie
Non appena ce ne liberiamo lui sparisce e tutta la merda finisce in fretta
Come posso essere un uomo se non c’è un modello di comportamento?
Lottando per salvare la mia anima sto freddo bevendo una bottiglia da 40
Mi dispiace così tanto…

[Rit.]
Mi dispiace così tanto
Per tutto questo tempo (mi dispiace così tanto)
Per tutto questo tempo
Per tutto questo tempo (non mentire)
Mi dispiace così tanto
Per tutto questo tempo (così, tanto)
Per tutto questo tempo
Per tutto questo tempo, così tanto bambino!

[Wycked]
Mamma deve intrattenere molti uomini
Non voleva farlo ma è ora di pagare di nuovo l’affitto
Sto diventando un po’ più grande e sto cominciando a essere una seccatura
Mamma non mi sopporta perché sto somigliando a mio padre
Dovrei restare o scappare, dimmi la risposta
Mamma mi ignora e mi evita come il cancro
Cresco rozzo ed è dura capire la roba
Mamma era forte perché suo papà non era abbastanza uomo
Non riusciva ad alzarsi di fronte alle sue responsabilità
Invece di aver cura di me, preferisce vivere lussuosamente
Questo è il motivo per cui non sarò mai un padre;
Ammenoché non abbia il tempo è un crimine anche non dare preoccupazioni
(Qui è quando ho iniziato ad odiare i sorrisi ipocriti
Ho detto di essere figlio unico)
Guarda il sorriso solo di mamma
E’ dura per un figlio vedere sua madre piangere
Lei ama solo te, ma deve cazzeggiare con questi altri tizi
Mi dispiace così tanto…

[Rit.]
Mi dispiace così tanto
Per tutto questo tempo
Per tutto questo tempo
Per tutto questo tempo
Mi dispiace così tanto
Per tutto questo tempo

Per tutto questo tempo (così, tanto)
Per tutto questo tempo, così tanto bambino!

[2Pac]
L’uomo bambino nella terra promessa non poteva permettersi molti eroi
Mamma era l’unica qua mio papà era uno che non si fa vedere agli appuntamenti
E ohh – scommetto che non sapevi
Che sarei cresciuto per diventare così forte
Sembrando quasi pallido, era la birra [scura?] oh papà si è sbagliato
Dov’era il denaro che avevi detto, che mi avresti mandato
Hai parlato al telefono e sembravi così amichevole
Hai chiesto della scuola e del mio benessere
Ma è chiaro, non sei sincero hey chi diavolo se ne frega
Pensi che sia cieco ma stavolta ti vedo arrivare, Jack
Hai afferrato il tuo soprabito, ci hai lasciati al verde, ora non esistono ritorni
Chiedi di mia mamma come se l’avessi amata dall’inizio
L’hai lasciata nel buio, si è disintegrata per un cuore spezzato
Quindi non iniziare neanche con quella merda “voglio essere tuo padre”
Non seccare neanche coi tuoi dollari non ne ho bisogno
Seppellirò mamma come se mi avessi lasciato completamente da solo amico
Ora che ti ho finalmente trovato, stai lontano da me cazzo
Ti dispiace così tanto…

[Rit.]
Mi dispiace così tanto (così tanto)
Per tutto questo tempo (così, così tanto)
Per tutto questo tempo (mi dispiace così tanto)
Per tutto questo tempo (‘fanculo)
Mi dispiace così tanto
Per tutto questo tempo (no)
Per tutto questo tempo (così tanto)
Per tutto questo tempo, così tanto bambino!

[2Pac – interpretando suo padre]
Non avrei mai voluto andarmene ma ero ricercato
Ho incrociato troppa gente ogni casa che avrei toccato sarebbe stata infestata
Ho dovuto guardarmi dagli stranieri ogni fratello era in pericolo
Se fossi stato a tenerti in vita, sarei dovuto essere fuori portata
Ho dovuto spostarmi, uno per perdere il mio nome e prendere il numero
Mi ha fatto guardare indietro non avevo una casa felice in cui correre
Forse è la mia colpa per essere un padre che vive una vita sfrenata
Ma vivere tranquillamente, vuol dire metà del denaro, e non otterrai un cazzo
Il senno di poi mi dimostra che era tutto sbagliato
Volevo fare un po’ di soldi così che saresti cresciuto per essere fortissimo
Ci è voluto un po’ di più di quanto pensassi
Sono scivolato, stato preso, e mandato in cella dai tribunali
Ora sto scontando la pena e spero che capisca
Tutto quello che ho sempre voluto per te era che fossi un uomo
E crescessi per essere il tipo che eri destinato ad essere
Continua a combattere la guerra con gli scritti che mi hai mandato
Mi dispiace così tanto…

Il video di “Papa’z song”:

Bibliografia (per approfondire):

La conoscenza delle famiglie matrifocali afro-americane inurbate è stata approfondita in particolare da alcuni antropologi, tra cui ricordiamo:

1) Frank Furstenberg, Jr., Theodore Hershberg e John Medell con la loro importantissima opera “The Origins of the Female-Headed Black Family: The Impact of the Urban Experience”, Journal of Interdisciplinary History 6(2): 211-233 (1975);

2) Nancy L. Gonzalez con “Towards a Definition of Matrilocality”, in “Afro-American Anthropology: Contemporary Perspectives”, N. E. Whitten and J. F. Szwed, eds., pp. 231-243. New York: Free Press (1970);

3) Carol Stack con “All Our Kin: Strategies for Survival in a Black Community”, New York: Harper & Row (1974);

4) Nancy Tanner con “Matrifocality in Indonesia and Africa and among Black Americans”, in “Woman, Culture and Society”, M. Rosaldo and L. Lamphere, eds., pp. 129-156. Stanford: Stanford University Press (1974);

Sulle famiglie afro-americane (in generale):

1) Dr. Edward Franklin Frazier con “The Free Negro Family: a Study of Family Origins Before the Civil War”, Nashville, Fisk University Press (1932);

2) ibidemThe Negro Family in Chicago”, Chicago, University of Chicago Press (1932);

3) ibidem “The Negro Family in the United States”, Chicago, University of Chicago Press (1939).

E’ interessante notare come la matrifocalità sia stata ampiamente riscontrata e studiata, oltre che nella comunità nera statunitense, anche nella comunità di origine africana della Guyana ex britannica (Caraibi) da parte dell’antropologo R. T. Smith con la sua fondamentale opera: “The Negro Family in British Guiana”, London, Routledge & Kegan Paul (1957).

“Papa’z Song” di 2Pac: un testo di denuncia della matrifocalità afro-americanaultima modifica: 2007-07-04T16:35:00+00:00da okram20
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